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Escursioni In Sicilia
Riserva Naturale Orientata Bosco d'Alcamo
Il bosco d'Alcamo, sulla sommità di Monte Bonifato, è riserva naturale orientata per Decreto dell'Assessorato Regionale T.A. dal 29 giugno 1984. La riserva, affidata in gestione nel 1987 alla Provincia Regionale di Trapani, si estende per 313,9 ha, di cui 201 zona A e 113 zona B o di preriserva.
>> Il Bosco
Il Bosco di conifere, misto a latifoglie, è l'ecosistema prevalente. Esso ricopre 28a ha, rappresenta poco meno del 90% dell'intera area protetta, ed è il risultato di un'azione di rimboschimento che è stata portata avanti, quasi ininterrotamente, dal 1919 sino agli anni '70 - '80. La prima fase del rimboschimento ha riguardato i circa 110 ha di proprietà comunale, siti sul versante nord, dove furono introdotti Pino d'aleppo (Pinus Halepensis) e Cipresso. La seconda fase, a partire dalla metà degli anni '50, ha interessato il versante sud-ovest (località Acqua Bianca, Rocca Liscia, Fastuchera), quello orientale (località Molinello), e, infine, quello meridionale (località San Nicola - Piano Valso). In questa seconda fase è stato fatto ampio uso del Pino domestico (Pinus Pinea).
Il bosco di conifere, specie sui versanti nord e nord-ovest, è frammisto ad un fitto sottobosco spontaneo di latifoglie, rappresentato da Leccio (Quercus ilex) e Roverella (Quercus pubescems). Si tratta di esemplari nati per inseminazione naturale, e ciò dimostra, come riuslta anche dalla letteratura scientifica di inizio secolo (Ponzo, La flora nei dintorni di Alcamo, 1905), che sulla sommità del monte Bonifato, fino a tutto il secolo XIX, esistesse un pregiato bosco di latifoglie, poi andato distrutto a causa di incendi, estesi tagli tesi a favorire l'esercizio del pascolo.
Frequente pure la presenza del Frassino nel piano inferiore. Sporadica, invece, e fuori luogo è la presenza, a seguito dei rimboschimenti effettuati, di alcune specie arboree esotiche, o comunque estranee al contesto vegetazionale mediterraneo:
- Cipresso argentato e macrocarpa (Arizona, California)
- Cedro deodara (Himalaya)
- Eucaliptus ed Acacia (Australia) - Robina (Nord-America).
>> La Flora
Un fitto sottobosco è presente nel versante nord e ovest, esposti ai venti carichi di umidità e per ciò ricoperti dal muschio. Fra le specie erbacee primeggiano per bellezza la Peonia Mascula Miller, dai bei petali delicati color rosa chiaro, diverse specie di orchidee selvatiche. E poi ancora: l'Acanto, la Ferula, l'Amphelodesma Mauritanica, il Ranucolo, il Tarassaco, la Valeriana, il Ciclamino Napoletano, l'Asfodelo (bianco e giallo), il Ginestrino comune e purpureo. Tra le arbustive: il Lentisco, la Palma Nana, il Pungitopo, la Ginestra, l'Euforbia (dentroide e cespugliosa), il Corbezzolo, la Salsapariglia, il Rovo, il Prugnolo.
Non mancano alcune erbe aromatiche: la Santoreggia, il Timo, la Menta, l'Origano, l'Assenzio, la Ruta.
>> La Fauna
Il coniglio selvatico, la Volpe, l'Istrice, il Riccio, il Topo Quercino, la Donnola, nonché alcune specie di rettili rappresentano la fauna terricola. In cielo, tra rapaci, stanziali, volteggiano la Poiana, il Gheppio, di cui è possibile ammirare il caratteristico volo a "Spirito Santo", e tra "i notturni": il Barbagianni, la Civetta, l'Allocco. A dimora fissa nel bosco possono osservarsi, inoltre, il Colombaccio, la Ghiandala, la Taccola, il Merlo e diversi passeriformi. Fra i migratore, è di rilievo la presenza dell'Upupa (specie protetta), del Cuculo, dell'Allodola, della Quaglia e della Tortora, che arriva in primavera per riprodursi.
>> I segni del passato
In cima al monte svetta la torre di N.O. del castello dei Ventimiglia così chiamato perché, entrato nella Signoria di Guarniero Ventimiglia nel 1360, il figlio Enrico lo consolida e restaura nel 1397. Sul versante nord-ovest del Bonifato si trovano i ruderi del villaggio medievale, costituito da abitazioni ad impianto unicellulare che si sviluppano su di un tracciato topografico in senso est-ovest, protetto da una cinta muraria spessa m. 2.06 e lunga circa un chilometro. A nord.ovest del castello sono visibili gli stipiti (alti 2 metri) di una porta detta "porta della regina", che garantiva l'accesso al paese. A nord, fuori dalle mura è invece ubicata la funtanazza, serbatoio indispensabile alla raccolta delle acque provenienti dalla sorgente sovrastante. La pianta, rettangolare, misura m. 17.40 per 8.20. la copertura, andata perduta, doveva presentare una volta ogivale sorretta da 4 archi soprastanti i rispettivi peducci. La tecnica di realizzazione appare tra le più architettonicamente evolute per l'epoca (IX sec.) .
>> Norme di comportamento
La Riserva si visita esclusivamente a piedi, osservando le seguenti indicazioni:
- non asportare o danneggiate le piante; l'osservazione e la fotografia delle caratteristiche della riserva (un fiore, un albero, un paesaggio) sono il migliore ed il più duraturo ricordo da portare via;
- nelle vostre escursioni seguite i sentieri esistenti;
- buttate i rifiuti negli appositi contenitori evitando di disperderli nell'ambiente;
- evitare di creare situazioni che possano essere principio di incendio;
- rispettate la quiete della riserva affinchè anche gli altri ne possano godere.
 
 
 
 
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